PER I LETTORI ITALIANI

La mediazione è una modalità di intervento di un terzo in un conflitto al fine di aiutare gli interessati allo stesso a risolverlo o quantomeno gestirlo al meglio.

Vi sono varie visioni su come debba realizzarsi tale intervento, ma è pacifico che il terzo non possa prendere decisioni vincolanti per gli interessati (come fa un giudice o un arbitro). Ad esempio c’è chi ritiene che il terzo debba esprimere un suo parere sulle varie questioni sul tappeto così che le parti ne facciano tesoro. Altri ritengono invece che il mediatore debba rifuggere da ogni presa di posizioni limitandosi a ripristinare la reciproca comprensione e magari offrendo spunti di soluzione o nuove prospettive della situazione, che le parti sviluppino poi per loro conto.

In generale, è il livello di ‘direttività’ il fattore che pare distinguere i vari approcci di un mediatore, da un livello zero in cui lo stesso si limita a supportare le parti nella gestione dei loro rapporti, ad un livello massimo in cui (senza appunto arrivare ad imporre soluzioni) si può giungere all’aperta esortazione se non addirittura alla manipolazione.

Anche fra i mediatori che condividono una certa visione della mediazione, vi sono naturalmente differenze di approccio pratico – dovute anche al contesto, alla formazione ricevuta ed alle convinzioni del mediatore – essendo generalmente condiviso il principio che la mediazione sia comunque caratterizzata da notevole flessibilità ed informalità.

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